Appuntamenti

Serata con Paolo Borghi

Intervista

PAOLO BORGHI E IL SUO HANG A CALDOGNO
25 Aprile 2012

Utilizzando le dita, i polpastrelli o il palmo della mano è possibile ottenere da lui suoni più o meno definiti, carichi di armonici e risonanze molto interessanti.
Sonorità affascinanti, che colpiscono nel profondo; senza dubbio non passa inosservato.
Stiamo parlando dall’Hang, strumento moderno e nel contempo ancestrale, tribale e futuristico, che unisce alla tecnologia la spiritualità e che per la prima volta arriva a Caldogno con il musicista Paolo Borghi la sera del 25 aprile alle ore 21.00 nel salone nobile di Villa Caldogno.
Inserito a pieno titolo nella rassegna di “Caldogno, Villa di Scienza e di pensiero”, lo strumento musicale che concilia due anime, è nato quasi dieci anni fa alla PANART, azienda artigianale svizzera di Felix Rohner e Sabina Scharer.
I due artigiani crearono, in una lamiera composta da metallo arricchito di nitrogeno, una sorta di disco armonico da suonare con le mani, che univa i sovratoni e le note penetranti del metallo all’afflato gutturale del Gatham.
A questa nuova creatura venne attribuito il nome di Hang che, nel dialetto bernese, significa “mano”.
“ Paolo, parlaci un po’ di te”.
Sono nato nel 1983 in una piccola cittadina emiliana. Sono un ex artigiano falegname, esperto nella costruzione di scale in legno e lavori su misura.
Da sempre appassionato all’arte di strada e all’animazione in genere, ho sempre nutrito una forte passione per la musica e in particolare per le percussioni, con formazione autodidatta.
L’interesse principale è l’Hang e attualmente possiedo tre diverse versioni dello strumento. Si diversificano per le tonalità e per la data di costruzione.
Suono strumenti come scacciapensieri Vietnamiti, Djembè, percussioni autoprodotte, Ciotole Tibetane, Sansula e Didjeridoo cercando di accostarli al benessere interiore personale e altrui.
“ Cosa provi, suonando l’hang?
Suonare l’Hang mi ha dato e mi da la possibilità di esprimere al meglio sentimenti, emozioni, zone più o meno profonde che fanno parte della mia vita.
Sono processi che sto approfondendo studiando musicoterapia, uso della musica per favorire e facilitare attitudini e sviluppare potenzialità integrando il sé con il noi.
“Hai recentemente partecipato al programma Italia’s got Talent. La tua impressione?”
L’esperienza televisiva è stata molto piacevole, divertente e appagante, mi ha dato la possibilità di farmi conoscere.
E’ un mezzo unico nel suo genere, mi ha lasciato un bellissimo ricordo di persone vere, con una grandissima passione, nello stesso momento mi sta dando l’opportunità di incontrarne di nuove, arricchendomi ogni giorno di più.
“Cosa ti proponi, in serate come quella che terrai a Caldogno?”
In queste serate cerco di essere me stesso, di suonare al meglio delle mie possibilità e di togliere dubbi e curiosità su uno strumento particolare che ha lati sconosciuti alla gran parte del pubblico.
La cosa che mi piace di più è far emozionare le persone, sentire una vibrazione diversa da quella che sentono nel quotidiano, sicuramente non è facile, ma ce la metto tutta!

Rossana Agnolin

Pubblicato il aprile 25 2012 | 0 Commenti

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